Piazza Affari chiude a +1,1% con balzo Leonardo (+16,1%)
Giornata positiva per le borse europee, trainate dalla difesa in scia alle intenzioni di riarmo del Vecchio Continente. A Piazza Affari il Ftse Mib termina la seduta in rialzo dell’1,1% a 39.069 punti, con Leonardo (+16,1%) e Iveco Group (+6,15%) in vetta mentre arretrano Amplifon (-2,5%) e Saipem (-2,2%).
I dati sull’inflazione della zona euro hanno evidenziato un rallentamento al 2,4%, con dato core al 2,6%, un segnale positivo per la Bce che giovedì taglierà i tassi di altri 25 bp. Negli Usa, l’indice Ism manifatturiero ha segnato un rallentamento della crescita, vicina alla stagnazione, con prezzi in aumento, in un clima di cautela a causa delle tariffe di Trump.
In rialzo i rendimenti sull’obbligazionario europeo, con spread Btp-Bund poco mosso a 111 punti base, il decennale italiano in aumento al 3,6% e il benchmark tedesco al 2,49%.
Fra le materie prime, il petrolio Brent cala leggermente a 72,5 dollari al barile, mentre l’oro risale a 2.888 dollari l’oncia.
Sul forex, il cambio euro/dollaro torna a quota 1,05 con la moneta unica in rafforzamento dopo gli ultimi sviluppi geopolitici, mentre il dollaro/yen rimane poco sopra 150. Criptovalute volatili dopo l’annuncio di Trump sulla creazione di una riserva strategica, con il Bitcoin nuovamente in area 90 mila dollari.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.