Piazza Affari arranca in avvio: effetto cedola mette ko Mediolanum e Unipol

18 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Primi scorci della nuova settimana con prevalenza delle vendite sui mercati. L’indice Ftse Mib cede lo 0,59% a quota 26.332 punti. A frenare i mercati stamattina sono i deboli riscontri arrivati dalla Cina. Nel terzo trimestre dell’anno, il Pil cinese è salito del 4,9% su base annua, meno della crescita pari a +5,2% attesa dagli analisti. Su base trimestrale, il Pil della Cina è avanzato dello 0,2%, meno del +0,5% stimato dal consensus e contro il precedente aumento dell’1,3%.

Sullo sfondo rimangono accesi i timori inflattivi. “Venerdì le robuste vendite al dettaglio statunitensi hanno sollevato i rendimenti USA e sostenuto il dollaro USA. Durante il fine settimana, il governatore della Banca d’Inghilterra Bailey ha avvertito che la banca “dovrà agire” per frenare le pressioni inflazionistiche. A detta di Jeffrey Halley, analista di mercato senior, Asia Pacifico, OANDA, i mercati stanno bloccando e caricando un aumento prima della fine dell’anno dalla Banda dell’Inghilterra, mentre il discorso si è spostato su un potenziale aumento dello 0,50% dalla Reserve Bank della Nuova Zelanda a novembre.

A Milano oggi tiene banco lo stacco cedola per Intesa Sanpaolo (0,0996 euro per azione), così come quelli di Assicurazioni Generali, Banca Ifis, Banca Mediolanum, , Marr e Unipol.

Intesa Sanpaolo paga proprio lo stacco cedola e segna -2,3% circa ritracciando dai massimi dal 2018 a cui aveva chiuso venerdì. Peggio fanno Banca Mediolanum (-6%) e Unipol (-4,1%) sempre per effetto cedola. Tra i segni più spicca invece ENI (+0,6%).