Piazza Affari apre in rialzo, vola Moncler con ingresso Lvmh
Avvio poco sopra la parità per le borse europee. A Piazza Affari, il Ftse Mib scambia in rialzo dello 0,35% in area 34.530 punti, con il balzo di Moncler (+11,8%) dopo l’ingresso di Lvmh nel capitale. In spolvero anche Stm (+3,7%) e Brunello Cucinelli (+3,2%), deboli Bper (-1,6%), Prysmian (-1,3%) e Unipol (-0,9%).
L’inflazione francese armonizzata è scesa all’1,5% a settembre, sotto il target del 2% della Bce per la prima volta in tre anni. In Spagna, i prezzi al consumo hanno rallentato all’1,7% mentre il Pil è stato confermato allo 0,8% nel secondo trimestre.
In giornata verrà diffuso il sondaggio della Bce sulle aspettative di inflazione a 1-3 anni mentre nel pomeriggio si attende dagli Usa il core Pce, la misura di prezzi preferita dalla Fed, anche se ultimamente il focus si è spostato molto sul mercato del lavoro.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si stabilizza a 130 punti base, con il decennale italiano in calo al 3,43% e il benchmark tedesco al 2,13%.
Tra le materie prime, il petrolio Brent si attesta a 71,1 dollari al barile e si avvia a registrare una settimana negativa, in scia alla prospettiva di una maggiore offerta dall’Arabia Saudita e dalla Libia. L’oro invece ha aggiornato i massimi storici e viaggia ora in area 2.666 dollari l’oncia.
Sul Forex, cambio euro/dollaro in calo a 1,113 e dollaro/yen si deprezza a 143,2.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.