Piazza Affari apre in ribasso, oggi inflazione eurozona
Partenza debole a Piazza Affari, con il Ftse Mib in calo dell’1% in area 34.420 punti. Vendite soprattutto su Unipol (-2,4%), Saipem (-2,2%) e Bper (-2%). Resistono sopra la parità pochi titoli tra cui Brunello Cucinelli (+0,3%) e Moncler (+0,2%).
Con il ritorno alla piena operatività, dopo le ultime sedute dal clima ancora semifestivo, l’attenzione si concentra subito su alcuni dati macro rilevanti, a partire oggi dall’inflazione dell’eurozona. Il Cpi è previsto in accelerazione al 2,4% e il dato core stabile al 2,7%. In uscita anche il sondaggio Bce sulle aspettative di inflazione e il report Jolts sulle offerte di lavoro negli Usa, oltre all’indice Ism servizi, in attesa dei nonfarm payrolls di venerdì.
Sullo sfondo, le tensioni Usa-Cina dopo l’inserimento di Tencent Holdings e altre società asiatiche nella blacklist del Pentagono.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta a 112 punti base, con il titolo a 10 anni italiano al 3,57% e il benchmark tedesco al 2,45%.
Fra le materie prime il petrolio Brent resta sopra i 76 dollari al barile, mentre il gas TTF scende a 46,7 €/Mwh e l’oro oscilla scambia a 2.642 dollari l’oncia.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro viaggia poco sopra quota 1,04 e il dollaro/yen intorno a 157,5. Fra le criptovalute, Bitcoin a $101.600.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.