Piazza Affari apre in lieve rialzo in un clima di attesa per i dati macro
Avvio sopra la parità per Piazza Affari, in linea con le altre borse europee, nel giorno del dato chiave sull’inflazione statunitense. In uscita oggi pomeriggio.
Il Ftse Mib avanza dello 0,3%, poco sopra i 27.500 punti. Acquisti su Pirelli (+1,4%), Tenaris (+1,3%) e Telecom Italia (+1,3%), oltre a Diasorin (+1,1%) dopo la cessione della Business Unit Flow Cytometry & Imaging. Deboli invece Bper (-1,3%), Leonardo (-1,2%) e A2a (-1%).
Sull’obbligazionario, spread Btp-Bund poco mosso a 180 punti base con il rendimento del decennale italiano in lieve calo al 4,14%. Sul Forex, l’euro/dollaro si mantiene sopra quota 1,07, mentre si rafforza lo yen dopo la nomina formale di Kazuo Ueda come prossimo governatore della Banca del Giappone, che fa aumentare le scommesse su una normalizzazione della politica monetaria dell’istituto.
Poco mosso il petrolio con il Brent a 86 dollari al barile, in seguito a un rapporto secondo cui l’amministrazione Biden intende liberare una quantità maggiore di riserve.
Dall’agenda macro è previsto in mattinata anche il dato sul Pil dell’eurozona del quarto trimestre, mentre i numeri sull’occupazione del Regno Unito evidenziano pochi segnali sul fatto che la crescita dei salari abbia raggiunto un picco, rafforzando l’ipotesi di un aumento dei tassi di 25 punti base nella riunione di marzo della Bank of England.
Breaking news
Nel mese di giugno, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti, esclusi cibo ed energia, è rimasto invariato rispetto al mese precedente, mentre l’indice generale è sceso dello 0,4%. Le stime mediane prevedevano un leggero aumento. I rendimenti sono scesi e i futures dell’S&P 500 sono aumentati in risposta ai dati del CPI inferiori alle attese. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha ribadito la sua posizione contro l’inflazione persistente.
Focus su inflazione Usa, attesa in rallentamento a giugno, e testimonianza alla Camera del presidente Fed Warsh. Al via trimestrali Usa
Il petrolio Brent ha superato gli 85 dollari al barile per la prima volta in un mese, in seguito alla decisione del Presidente USA Donald Trump di reimporre un blocco sulle navi iraniane nello Stretto di Hormuz. Questa mossa ha acceso timori sulle forniture globali, portando il petrolio ai massimi livelli mensili.
Le esportazioni e importazioni cinesi hanno superato le aspettative a giugno, spinte dalla crescente domanda globale di semiconduttori e hardware per data center AI. Le esportazioni sono aumentate del 27%, mentre le importazioni sono cresciute del 36%, portando a un surplus commerciale di 125,6 miliardi di dollari.