Petrolio si scalda: tensioni su nucleare Iran, Israele prepara attacco in Siria
Israele non sta a guardare e non vuole lasciarsi sfuggire l’occasione di rivedere l’accordo sul programma nucleare dell’Iran come ha suggerito Donald Trump. “Il primo ministro Benyamin Netanyahu farà un annuncio stasera circa uno sviluppo significativo per quanto concerne gli accordi sul nucleare dell’Iran”. Lo ha reso noto il suo ufficio precisando che quell’annuncio avrà luogo alle ore 20 locali, le 19 in Italia.
Il tutto mentre il governo ha deciso di riunirsi per un meeting improvviso d’emergenza non previsto, durante il quale si parlerà sicuramente dell’attacco avvenuto nella notta in Siria e nel corso del quale hanno perso la vita 11 persone provenienti dall’Iran. Israele si prepara a un nuovo attacco, forse anche più potente, se è vero – come riporta Ynet – che è stato chiuso lo spazio aereo vicino alle Alture del Golan e al confine con la Siria. Damasco deve insomma aspettarsi nuovi bombardamenti sul suo territorio.
Dopo il calo successivo ai dati macro deludenti sull’inflazione in Germania, il prezzo del petrolio ha azzerato le perdite proprio come effetto della probabile serie di nuovi attacchi aerei in Siria di Israele, che intende dunque ignorare gli avvertimenti del presidente russo Vladimir Putin il quale ha invitato a non attaccare.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.