Petrolio scivola dopo la pubblicazione delle scorte settimanali Usa
Dopo la pubblicazione delle scorte settimanali di petrolio negli Stati Uniti, i prezzi sono scivolati sui mercati Wti e Brent. La produzione di petrolio è salita ai massimi da agosto 2016, mentre le scorte sono scese di 1 milione di barili.
Sebbene le scorte di greggio siano in realtà calate per la seconda settimana consecutiva, pesa il fatto che l’offerta di carburante sia aumentata per la prima volta in nove settimane: è una tendenza che non è piaciuta ai mercati finanziari.
Il contratto con scadenza za a maggio sul Wti cede 6 centesimi (-0,1%) a quota $52,35 dollari: prima della pubblicazione dei dati viaggiava sulla linea della parità (52,42 dollari al barile).

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo