10:17 lunedì 17 Settembre 2018

Petrolio rimbalza: sanzioni alimentano dubbi sull’offerta proveniente dall’Iran

I prezzi del petrolio stanno salendo recuperando terreno dopo le timide perdite di inizio mattina. A ben poco servono le rassicurazioni di Stati Uniti, Russia e Arabia Sauditi secondo cui i tre paesi possono sopperire alla mancanza di offerta proveniente dall’Iran, aumentando i livelli di produzione. Il segretario Usa dell’Energia Rick Perry ha dichiarato a Reuters che gli Usa non si aspettano un rincaro del petrolio e che i tre principali produttori di greggio possono tranquillamente incrementare l’offerta nei prossimi 18 mesi.

Le garanzie fornite non hanno contribuito però a raffreddare le quotazioni sui mercati delle materie prime. Il Brent guadagna 25 centesimi a quota 78,34 dollari al barile, ribaltando la situazione iniziale di giornata (in avvio cedeva lo 0,2%). Il contratto WTI sale di 28 centesimi a quota 69,27 dollari al barile dopo aver perso anche 20 cents in apertura. Una serie di acquirenti di petrolio iraniano, tra cui l’India, hanno ridotto gli acquisti in vista delle nuove sanzioni che gli Usa imporranno a novembre. L’idea della Casa Bianca è ridurre le importazioni iraniane a zero, per costringere Teheran a trattare con Donald Trump e rinegoziare l’accordo sul nucleare.

Breaking news

26/06 · 16:04
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Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.

26/06 · 14:50
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Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.

26/06 · 11:21
Borse cinesi in calo: Shanghai chiude a -2,26%, Hong Kong perde l’1,76%

Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.

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La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.

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