Petrolio poco mosso: Brent resta sopra soglia 120$
Dopo i rialzi della vigilia, con il Brent che si è stabilizzato sopra la soglia dei 120 dollari al barile oggi le quotazioni dell’oro nero sono incerte. Segno negativo per il Wti che viaggia poco sotto i 115 dollari al barile mentre il Brent mostra un moderato rialzo dello 0,4% a 122 dollari.
Gli esperti di ING sottolineano come “un fattore chiave per i movimenti di ieri sembra essere l’interruzione dell’approvvigionamento dal Mar Nero”. Il terminal del Caspian Pipeline Consortium, sulla costa russa, ha recentemente sospeso il carico a causa dei danni causati dal maltempo. Si prevede che questa interruzione possa durare per settimane e potrebbe portare a un calo delle esportazioni fino a 1 milione di barili al giorno.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.