12:22 venerdì 3 Giugno 2022

Petrolio, Opec+ sorprende tutti e apre i rubinetti. Analisti: aumento produzione mesi estivi? “più forma che sostanza”  

 

L’Opec+ apre i rubinetti, con l’annuncio di un aumento inatteso della produzione, ma la decisione non sembra convincere il mercato che definisce l’aumento “più forma che sostanza”. Ma andiamo con ordine. Ieri a sorpresa l’Opec+ ha annunciato la sua decisione di imprimere una accelerazione al ritmo della produzione, portandola a 648mila barili al giorno sia per il mese di luglio sia per quello di agosto dalla precedente soglia pari a +432mila. Si tratta di un incremento inatteso dal mercato e di circa il 50% della produzione. Nonostante l’Opec+ abbia concordato i livelli di produzione per i prossimi 2 mesi, il gruppo terrà comunque un incontro il prossimo 30 giugno.

I commenti

“La mossa che va incontro alle richieste statunitensi sembra essere più forma che sostanza e non ha convinto gli operatori sull’effettiva capacità di alleviare il deficit di produzione in un momento in cui la Cina torna ad aprire l’economia”, commentano gli strategist di Mps Capital Services. “Bisognerà vedere cosa – sottolineano invece da ING – accadrà nei prossimi mesi, dato che ci sono notizie secondo cui il presidente Usa, Joe Biden, ha in programma di visitare l’Arabia Saudita, con l’obiettivo di convincerla ad aprire un po’ di più i rubinetti”, segnalano gli esperti di ING.

Per Equita mossa sembra insufficiente a coprire gap russo

In generale, la preoccupazione è che l’aumento non sia in grado di fare la differenza a fronte del calo della produzione della Russia, il terzo big petrolifero al mondo. La produzione russa è stata in media di 9,16 mbg in aprile in calo rispetto a marzo. “Dopo l’annuncio di questa settimana da parte dell`UE di un embargo parziale sulle importazioni di petrolio russo, che prevede la graduale eliminazione delle forniture di greggio via mare al blocco entro sei mesi, è ragionevole ipotizzare che i volumi produttivi russi continuino a scendere”, sottolineano gli analisti di Equita che citano poi le stime di Argus, secondo le quali ad aprile la produzione russa di greggio è stata inferiore di oltre 1,3 mbg rispetto alla quota Opec+. Anche negli Stati Uniti sono state registrate riduzioni delle scorte del greggio e dei prodotti raffinati, dimostrando come la domanda continui a superare l’offerta. C’è poi la questione della ripresa della domanda cinese, dove questa settimana sono stati parzialmente revocati i lockdown.

Tornando alla decisione di ieri dell’Opec+, il maggiore incremento delle quote di luglio-agosto sembra, tuttavia, insufficiente a coprire il gap delle perdite dei volumi russi. “L’incremento dei volumi arriverà principalmente dall’Arabia Saudita e dagli UAE per le loro quote – affermano gli esperti della sim milanese -. Secondo Platts Analytics, l`Arabia Saudita ha circa 0,82 mbg di spare capacity, mentre gli UAE circa 0,8 mbg. Il lato dell’offerta continua a faticare a mantenere il passo con la domanda”.

Breaking news

26/06 · 16:04
Wall Street apre in calo: Dow Jones cede lo 0,23%, Nasdaq perde l’1,11%

Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.

26/06 · 14:50
Volkswagen, il nuovo piano di ristrutturazione potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro

Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.

26/06 · 11:21
Borse cinesi in calo: Shanghai chiude a -2,26%, Hong Kong perde l’1,76%

Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.

26/06 · 09:38
Borsa di Tokyo in calo: Nikkei chiude a -4,15%

La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.

Leggi tutti