Effetto trivellazioni, petrolio in ribasso: a New York sotto quota $39
ROMA (WSI) – Prezzi del petrolio in ribasso. Il contratto WTI scambiato a New York cede -1,39%, a $38,89 al barile, mentre le quotazioni del Brent ritracciano dello 0,68%, a $40,92 al barile.
Proprio il calo delle quotazioni del petrolio mette sotto pressione l’azionario. A pesare sulla performance sono ancora i numeri arrivati dal fronte Usa, che hanno indicato come il numero di nuove trivellazioni sia salito (anche se di appena+1) per la prima volta nel 2016, dopo 12 settimane di tagli. Il dato, reso noto dalla società Baker Hughes, arriva dopo che le trivellazioni erano precipitate di due terzi nell’ultimo anno, scendendo ai minimi dal 2009.
Nella sessione di venerdì, le quotazioni del contratto WTI erano salite fino a $41,20, testando il record dagli inizi di dicembre, prima di tornare a perdere terreno e cedere nel finale quasi -2%, a $39,44.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.