Petrolio giù dopo annuncio taglio prezzi Arabia Saudita. Pesa anche report occupazionale Usa
Prezzi del petrolio sotto pressione, dopo la decisione dell’Arabia Saudita di tagliare i prezzi del crude con un annuncio del fine settimana: la decisione conferma come i mercati globali siano ben riforniti di petrolio.
In particolare, il colosso petrolifero statale Saudi Aramco ha notificato ai clienti, con un comunicato diramato nella giornata di domenica, che ad ottobre taglierà i prezzi del crude a tutti i barili venduti in Asia, il suo mercato principale, di almeno 1 dollaro al barile. Il taglio è più forte di quanto il consensus di Reuters prevedesse. I prezzi estendono così le perdite di venerdì scorso, sofferte dopo la pubblicazione del report occupazionale Usa di agosto.
Dal dato è emerso che, ad agosto, l’economia americana ha creato appena 235.000 nuovi posti di lavoro, molto peggio delle stime. Gli economisti intervistati da Dow Jones avevano previsto una creazione pari praticamente al triplo, ovvero di 720.000 nuove buste paga.
A frenare la flessione, l’effetto del passaggio dell’uragano Ida negli Usa, che ha messo fuori gioco 1,7 milioni di barili al giorno di produzione, a causa delle chiusure degli impianti nel Golfo del Messico.
I futures sul WTI scambiati a New York cedono l’1,28% a $68,40, mentre quelli sul Brent arretrano dell’1,31% a $71,66 al barile.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.