Petrolio e oro in ritirata, Brent torna sotto $60
Prezzi in discesa per il petrolio e l’oro dopo la fiammata dei giorni scorsi, in seguito alle tensioni Usa-Iran.
Il Brent apre sotto i 60 dollari dopo che nelle scorse sedute era arrivato a sfondare quota 70 dollari al barile. Questa mattina il greggio passa di mano a 59,73 dollari al barile. Già ieri sera aveva terminato in forte calo a New York, dove le quotazioni avevano perso il 4,9% a 59,61 dollari.
Anche il metallo prezioso, che sulla scia dell’attacco iraniano alle basi Usa in Iraq era salito a 1.611 dollari l’oncia, è scambiato stamane a 1.545,84 dollari (-0,68%).
Breaking news
L’inflazione in Francia è scesa al 2% a giugno, rispetto al 2,8% del mese precedente, grazie alla diminuzione dei costi energetici. Questo rallentamento potrebbe ridurre la pressione sulla Banca Centrale Europea per ulteriori aumenti dei tassi d’interesse. La spesa dei consumatori francesi è aumentata dello 0,5% a maggio, superando le aspettative degli economisti.
Lagarde ha sottolineato da Sintra: “Un’Europa più resiliente ha creato le condizioni per ripartire dalle basi in politica monetaria: stabilizzare l’inflazione mediante il tasso di interesse di riferimento come strumento principale, agire in modo misurato, prendere le decisioni di volta in volta a ogni riunione”
Movimenti ancora in calo per l’oro. Prima dell’avvio delle contrattazioni in Europa, il prezzo del metallo giallo cede circa lo 0,5% a 3.999 dollari l’oncia. “L’oro resta sotto pressione dopo un prolungato calo, con il mercato che non riesce a mantenere il livello psicologico di 4.000 dollari l’oncia. Questo sviluppo suggerisce che l’interesse all’acquisto rimane […]
L’indice PMI manifatturiero cinese è salito a 50,3 a giugno