Petrolio continua la risalita, per Citigroup è “la puntata dell’anno”
Anche se il prezzo del petrolio sui mercati finanziari ha fatto un balzo del 5% superando i 30 dollari al barile, l’Opec – il cartello dei maggiori esportatori di greggio al mondo – non è ancora soddisfatta, anche perché il prezzo del suo paniere è vicino ai minimi record in area 22,48 dollari al barile.
Il calo di tale misura nelle ultime settimane è stato il peggiore da ottobre 2008. Detto questo c’è chi come gli analisti di Citigroup che vede rosa per il prosieguo del 2016, sottolineando come il petrolio rappresenti “la puntata dell’anno” nonostante le preoccupazioni attuali sui livelli eccessivi dell’offerta.
All’inizio i fiumi di barili con cui l’Iran inonderà il mercato peseranno, ma poi la situazione si stabilizzerà ed è a quel punto che secondo gli analisti della banca Usa verranno a crearsi le opportunità. Citi prevede che il valore del contratto sul Brent arrivi a 52 dollari al barile nel quarto trimestre.
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Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererà l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacità produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarà soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.