Petrolio in leggera risalita, cede ancora oltre il 20% dopo l’accordo mancato in sede Opec
Il barile di petrolio Wti sta cedendo il 21% dopo essere arrivato a perdere il 25% nella giornata di lunedì 9 marzo. Il Brent, nel frattempo, sta cedendo il 20% circa. A giustificare la massiccia ondata di vendite è stato il mancato accordo del cartello Opec e dei Paesi alleati guidati dalla Russia, che avrebbero dovuto concordare un nuovo taglio alla produzione per sostenere i prezzi del greggio. La Russia ha dichiarato come sostenibili i prezzi del petrolio attuali, innescando quella che è già stata battezzata come una guerra dei prezzi. Un forte calo dei prezzi del greggio colpirebbe i produttori di shale oil negli Stati Uniti, una mossa che la Russia potrebbe aver messo in campo per rispondere alle ostilità americane al gasdotto Nord Stream 2, che collega il Paese alla Germania.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.