Petrolio ancora in rialzo: il Brent supera i 111 dollari al barile
Il mercato energetico continua a mostrare segni di volatilità , con il prezzo del petrolio che segna un nuovo rialzo. I futures sul Brent hanno superato la soglia dei 111 dollari al barile, registrando un incremento dell’1,3%. Parallelamente, il WTI ha visto un aumento del 3,2%, portandosi a 116 dollari. Questi movimenti sono fortemente influenzati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dove la situazione nello Stretto di Hormuz resta critica.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha fissato una scadenza per la riapertura dello Stretto, ma al momento non ci sono segnali di distensione. Anzi, secondo quanto riportato da Axsios, gli Stati Uniti avrebbero attaccato l’isola iraniana di Kharg. In un clima di crescente tensione, Trump ha dichiarato che “un’intera civiltà morirà stanotte”.
Non solo il petrolio, ma anche il gas naturale ha visto un significativo aumento. Ad Amsterdam, il prezzo del gas è salito del 4%, raggiungendo i 52,2 euro al megawattora. Questo incremento riflette le preoccupazioni per la stabilità dell’offerta energetica nella regione.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.