Petrolio ancora in rialzo, Brent viaggia poco sotto 112$
Il petrolio resta ancora impostato al rialzo, ma dopo le fiammate registrate ieri le quotazioni rallentano un po’ la corsa. Questa mattina il Wti sale di circa l’1,5% sotto quota 110 dollari al barile e il Brent avanza dell’1,2% poco sotto 112 dollari. Sui mercati l’attenzione resta fissa sull’offensiva russa in Ucraina che procede senza sosta. Intanto gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni agli oligarchi russi. Il presidente Usa, Joe Biden, ha annunciato che gli Stati Uniti congeleranno e sequestreranno beni ad oligarchi russi e alle loro famiglie.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.