Pasta contaminata da glifosato, aziende italiane sconfitte in tribunale

6 Ottobre 2017, di Daniele Chicca

È la classica vittoria di Davide contro Golia: le associazioni dei consumatori l’hanno infatti avuta vinta in quella che i media avevano soprannominato “guerra del grano“. Il Tribunale Civile di Roma ha dato ragione all’Associazione di consumatori e produttori di grano duro del Mezzogiorno GranoSalus e all’associazione I Nuovi Vespri nella vicenda che vedeva accusati i grandi gruppi italiani dell’industria della pasta per il grano utilizzato, presumibilmente contaminato da glifosato e micotossine.

La diatriba è cominciata con un’inchiesta condotta in collaborazione con Aidepi, l’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, sui campioni di pasta di otto grandi marchi italiani, tra cui i celebri Barilla, De Cecco, Divella, La Molisana e Garofalo. Dalle analisi è emersa la presenza nella pasta di prodotti contaminanti, sebbene nei limiti previsti dalle normative dell’Unione Europea.

Le imprese, la cui immagine è stata danneggiata dai risultati della ricerca, avevano chiesto l’intervento dei magistrati, perché venissero rimossi alcuni articoli sulla faccenda apparsi sui siti Internet delle due associazioni. Ma la prima sezione civile di Roma ha stabilito che i contenuti contestati dai big della pasta “costituiscono legittima espressione del diritto di critica e di manifestazione del pensiero”. È il secondo ricorso sul caso, dopo quello di giugno, respinto dai giudici di Roma.