Padoan: debito scenderà, usare tutte le leve. No comment su banche venete
“Dopo anni di crescita vertiginosa il debito pubblico si è stabilizzato e comincerà a scendere perché la politica di bilancio dell’Italia è una delle più virtuose in Europa. Tutte le leve, compresa quella delle privatizzazioni, sono leve importanti che devono essere usate”. Così ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, nel corso di una conferenza stampa dell’Ocse.
Una frase che sembra essere indirizzata al sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, che ha espresso più di un dubbio sulla decisione di collocare sul mercato la quota del 30% di Poste Italiane in mano al Tesoro.
Sulla questione delle banche venete Padoan ha scelto il “no comment”: “Non commento casi specifici, il meccanismo di ricapitalizzazione precauzionale richiede che ci sia la richiesta spontanea da parte degli istituti di credito che possono avvalersi del meccanismo”. In ogni caso, Padoan ha ribadito l’invito, alle banche, “in un contesto di miglior clima, a fare sforzi spontanei, decisi autonomamente, per liberarsi delle sofferenze e a far crescere il capitale per permettere di fare profitti”.
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La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererà l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacità produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarà soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.
La Bank of Japan sta considerando un aumento del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale questo mese, con un possibile ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Le azioni di Broadcom sono scese del 10% nelle contrattazioni estese, dopo una previsione deludente sui ricavi dei chip per l’intelligenza artificiale