Padoan: Cdp non aumenterà la sua partecipazione nel fondo Atlante

5 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

La partecipazione della Cassa depositi e prestiti nel fondo Atlante, stabilita a 500 milioni di euro, è destinata a rimanere tale e non ad essere aumentata, lo ha precisato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padon in un’audizione al Senato sul sistema bancario italiano.

“Il Fondo Atlante è frutto di un’iniziativa privata; Cdp partecipa con una componente di minoranza e non è intenzione della Cassa accrescerla sia per ragioni strategiche, sia per rischio legato alla disciplina di aiuti di Stato”, ha dichiarato il ministro.

Oltre al fondo Atlante, destinato a sostenere gli aumenti di capitali più delicati delle banche italiane e il mercato dei Npl meno attraenti, Padoan ha parlato anche delle reazioni sulla cosiddetta Gacs, con la quale lo Stato potrà garantire le tranche senior dei crediti deteriorati cartolarizzati dalle banche:
“Dal mercato arrivano i primi segnali a conferma che la Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze (Gacs) sia uno strumento utile per smaltire progressivamente lo stock di crediti deteriorati. A fine marzo la Banca Popolare di Bari ha approvato un programma di cessione degli Npl per un importo lordo complessivo di oltre 800 milioni di euro, mediante un’operazione di cartolarizzazione destinata al mercato istituzionale”. Secondo Padoan, “si ritiene che tale prima operazione di cartolarizzazione con il supporto della Gacs possa costituire un apripista per altre operazioni analoghe”.