Ottimismo Brexit, Sterlina al top in 5 settimane e Carney rimane fino al 2020
Conquistando quota $1,3087, la sterlina britannica ha toccato i massimi da inizio agosto stamattina. La domanda è cresciuta per via delle speranze che un accordo di massima sulla Brexit venga stretto tra Ue e UK entro novembre. Al momento la divisa scambia ha perso slancio e viaggia in calo dello 0,3% ma non scambia comunque molto lontano dai massimi di cinque settimane. Contro l’euro, la divisa guadagna lo 0,2% a 89,16 centesimi di sterlina.
Non ha un grande impatto positivo, invece, la notizia secondo cui il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney rimarrà fino al 2020 per offrire continuità nella gestione che si preannuncia difficile del periodo di transizione post Brexit. Carney, di origini canadesi, doveva lasciare l’incarico a giugno del 2019.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.