Oro mostra una certa resilienza, “quadro grafico in ripresa”
Proprio ieri l’oro ha oltrepassato la soglia dei 1.900 dollari l’oncia, non accadeva dallo scorso giugno. E oggi le quotazioni del lingotto si muovono in maniera incerta, oscillando attorno a questa soglia psicologica.
“Nelle ultime settimane l’oro ha mostrato una certa resilienza: a fronte di crescenti aspettative per rialzi dei tassi il prezzo non scendeva, le tensioni geopolitiche hanno dato il via a un piccolo rally, con il prezzo che sta spingendo sulla resistenza dei 1.900 dollari per oncia e è a pochi dollari dai vecchi massimi del 2011 (1.922 dollari)”, commenta Carlo Alberto De Casa, external analyst per Kinesis Money. “In sintesi – riassume l’esperto – la resilienza delle prime settimane dell’anno è diventata forza sulla scia delle crescenti tensioni geopolitiche (Ucraina e Russia), con un quadro grafico in netta ripresa”.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.