Oro: la Turchia sospenderà alcune importazioni dopo i recenti terremoti
La Turchia sospenderà alcune importazioni di oro, in modo da attenuare l’impatto economico dei devastanti terremoti di settimana scorsa. Questo è ciò che emerge da alcune indiscrezioni riportate oggi da Bloomberg, secondo cui, la sospensione è stata proposta dal Ministero del Tesoro e delle Finanze e riguarderà gli acquisti di oro che rientrano nella categoria “cash against goods” dall’estero.
Ricordiamo che negli ultimi anni, le importazioni di oro della Turchia sono aumentate in quanto sempre più turchi hanno acquistato lingotti per proteggere la loro ricchezza dall’aumento dell’inflazione e dall’indebolimento della valuta nazionale.
Basti pensare che solo a gennaio di quest’anno la Turchia ha importato oro per un valore di 5,1 miliardi di dollari e l’anno scorso il Paese ha avuto un disavanzo delle partite correnti di 48,8 miliardi di dollari l’anno scorso.
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Nel mese di giugno, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti, esclusi cibo ed energia, è rimasto invariato rispetto al mese precedente, mentre l’indice generale è sceso dello 0,4%. Le stime mediane prevedevano un leggero aumento. I rendimenti sono scesi e i futures dell’S&P 500 sono aumentati in risposta ai dati del CPI inferiori alle attese. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha ribadito la sua posizione contro l’inflazione persistente.
Focus su inflazione Usa, attesa in rallentamento a giugno, e testimonianza alla Camera del presidente Fed Warsh. Al via trimestrali Usa
Il petrolio Brent ha superato gli 85 dollari al barile per la prima volta in un mese, in seguito alla decisione del Presidente USA Donald Trump di reimporre un blocco sulle navi iraniane nello Stretto di Hormuz. Questa mossa ha acceso timori sulle forniture globali, portando il petrolio ai massimi livelli mensili.
Le esportazioni e importazioni cinesi hanno superato le aspettative a giugno, spinte dalla crescente domanda globale di semiconduttori e hardware per data center AI. Le esportazioni sono aumentate del 27%, mentre le importazioni sono cresciute del 36%, portando a un surplus commerciale di 125,6 miliardi di dollari.