Oro corre, analista: “outlook non potrebbe essere migliore”
Oro in rialzo con quotazioni che nella giornata di giovedì si sono riportate ai livelli dell’estate 2016. L’oro si è spinto sopra 1.360 dollari l’oncia (+11% nell’ultimo anno) e resta in rialzo nella seduta odierna a 1356 dollari l’oncia. Fra i pareri di chi sostiene che questo sia l’inizio di una corsa e chi pensa a un passo che precede l’ennesimo declino, l’opinione dell’analista tecnico Cleve Maund è che le prospettive non potrebbero essere migliori per l’oro, mentre quelle del dollaro sono “orribili”. Ci si avvia quindi, secondo Maund, verso una fase rialzista per l’oro, considerando che “dopo anni di condizioni difficili, la produzione delle società minerarie è ridotta ed efficiente”.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo