Opec: offerta di petrolio destinata a calare nei prossimi 5 anni
L’offerta di greggio provenienti dai Paesi del cartello Opec sono destinate a diminuire costantemente nei prossimi cinque anni, ha dichiarato un report dell’organizzazione pubblicato oggi, che ha stimato una riduzione di 1,6 milioni di barili al giorno entro il 2025. A determinare il calo sarebbe in primo luogo l’incremento della concorrenza di produzioni esterne all’Opec, in primis quella proveniente dagli Usa.
Si tratta di un’analisi in grado di indirizzare le future decisioni del cartello che, in occasione del prossimo meeting fissato per il 5 dicembre, discuterà se mantenere l’attuale ritmo produttivo che prevede tagli pari a 1,2 milioni di barili al giorno. E’ possibile che per sostenere i prezzi il cartello decida ulteriori riduzioni dell’output.
“Il principale motore della crescita dell’offerta non Opec a medio termine rimane in modo schiacciante negli Stati Uniti”: entro il 2025 la produzione negli Stati Uniti aumenterà di oltre il 40% raggiungendo 17 milioni di barili al giorno, ossia 3,1 milioni al giorno in più rispetto a quanto previsto dall’Opec l’anno scorso.
Breaking news
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.