Occhi su Cameron, se si dimette mercati e sterlina crollerebbero ulteriormente
La conferenza successiva alla rivolta popolare anti Europa del premier britannico David Cameron sarà il prossimo evento più seguito dai mercati. Il fatto che il leader dei conservatori parlerà in concomitanza con l’apertura dei mercati finanziari, fa pensare che vuole rassicurarli e non gettarli nel panico.
Chris Beachamp, chief market analyst di IG, dice che la prossima mossa del premier sarà cruciale ma che non dovrebbe riservare grandi sorprese. È difficile che il leader di un Regno Unito il cui futuro è pieno di incertezza dopo la Brexit, si dimetta. L’andamento di titoli azionari e sterlina dipenderà molto da quello che il governo farà. Se l’esecutivo si scioglie, la valuta britannica crollerà.
“Per i mercati la migliore cosa che può fare è rimanere al suo posto. Se se ne va, con anche le elezioni anticipate in Spagna che si tengono questo fine settimana” i mercati rischiano di perdere la bussola. Perdere un governo in Europa sarebbe sfortunato, ma due in un solo colpo sarebbe “sconsiderato”. E questo Cameron lo sa.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.