Obbligazioni: privilegiare debito con duration più corte, è il consiglio di UBP
Di fronte al mega stimolo fiscale negli Stati Uniti, a un aumento dell’inflazione e un prossimo tapering da parte della Federal Resrve, gli esperti di Union Bancaire Privée (UBP) suggeriscono di privilegiare nell’obbligazionario duration più corte. “Riteniamo che i rischi siano ancora sbilanciati verso rendimenti più alti, mentre in prospettiva non escludiamo un aumento della volatilità – spiega Norman Villamin, Chief Investment Officer Wealth Management di UBP – Di conseguenza, manteniamo duration corte e favoriamo strategie di carry”.
In questo contesto, lo scenario rimane positivo per le asset class a leva. “Il miglior rapporto tra carry e duration assicurato dall’indice dei prestiti a leva è un fattore chiave nel supportare la nostra view positiva”, precisa l’esperto.
Più cautela invece sul debito dei mercati emergenti, in particolare sul debito corporate, a causa del rischio normativo in Cina, dell’aumento dei tassi Usa e dell’inflazione.
“Detto questo – concludono da UBP – poiché le valutazioni sono contratte nella maggior parte delle asset class a reddito fisso, ci aspettiamo che i rendimenti cedolari siano i vincitori della seconda metà dell’anno. Continuiamo a fare affidamento su una selezione di titoli per guidare la generazione di alfa ed evitiamo il debito a lunga scadenza che potrebbe essere colpito da un aumento dei rendimenti”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.