Nuova fiammata spread e tassi BTP post dati inflazione: i mercati sconfessano la Bce di Lagarde

29 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Il trend dei tassi dei titoli di stato dell’area euro, in particolare dei BTP, continua a sconfessare Christine Lagarde, numero uno della Bce che anche ieri ha cercato di rassicurare i mercati sulla natura, a suo avviso temporanea, della fiammata dell’inflazione. I rendimenti dei BTP, insieme allo spread BTP-Bund, avevano puntato verso l’alto già nella giornata di ieri, di pari passo con l’euro che, a dispetto dei toni dovish di Lagarde, era salito fino a. Oggi la moneta unica fa dietrofront, ma i rendimenti volano ancora, schizzando in una sola seduta di 19 punti base balzando fino all’1,2%, massimo dal luglio del 2020,.

Lo spread BTP-Bund si porta oltre 130 punti base al valore più alto dallo scorso novembre.

La tensione è stata rinfocolata oggi dalla pubblicazione, da parte dell’Eurostat, della lettura preliminare del tasso di inflazione dell’area euro , che si è attestato a ottobre al 4,1% su base annua, in deciso aumento rispetto al 3,4% di settembre e ben oltre le attese degli analisti che avevano previsto un rialzo al 3,7%. Si tratta del livello di inflazione più alto da luglio 2008. Guardando alle singole componenti, l’energia ha evidenziato a ottobre il rincaro più alto su base annua (23,5% contro 17,6% di settembre). Nel caso specifico dell’Italia, sempre a causa del caro energia, l’inflazione è aumentata al 2,9%.

Per quanto da tempo Lagarde tenga il punto su un tasso di inflazione che, a suo avviso, rimarrà sotto il target della Bce pari al 2% nel medio termine, i mercati monetari stessi non sono convinti, al punto da prezzare ora due aumenti dei tassi di interesse, in Eurozona, entro il dicembre del 2022. Un articolo di Reuters ha sottolineato inoltre che, a seguito della conferenza stampa che Lagarde ha tenuto ieri, gli esponenti del Consiglio direttivo della banca centrale hanno parlato del rischio che l’inflazione finisca con il rimanere al di sopra del target della Bce nel 2022

Oggi l’euro ritraccia dai valori al record dal 28 settembre testati nella sessione di ieri, quando è salito sul dollaro fino a $1,1692. Oggi il rapporto eur-usd arretra dello 0,40% a $1,1633.

Nella giornata di ieri, dopo l’annuncio della Bce sui tassi e su altri strumenti di politica monetaria, tutti confermati, Lagarde ha ammesso che “l’inflazione impiegherà più tempo a rallentare il passo rispetto a quanto previsto, a causa delle strozzature che stanno colpendo le catene di approviggionamento e della crescita della domanda da parte dei consumatori”, allontanando per lo stesso motivo e ancora di più la prospettiva di una stagflazione. Ma qualcuno in Eurozona inizia a perdere il sonno mentre qualcun altro potrebbe iniziare a perdere anche le staffe. E la fiammata dei tassi dei BTP unita alla fiammata dell’inflazione ha già azzerato l’effetto scudo anti-spread di cui si è tanto parlato al momento della formazione – ma anche prima – del governo dell’ex numero uno della Bce, Mario Draghi.