Nokia, in arrivo migliaia di tagli ai posti di lavoro in tutto il mondo
Nokia, produttore di apparecchiature telefoniche finlandese, si appresta a ridurre il 14% della forza lavoro impiegata a livello globale nell’ambito di un piano che punta a risparmiare un miliardo di dollari all’anno. La mossa, che segue l’acquisizione dell’azienda rivale, Alcatel-Lucent, prevede la rimozione di 10-15mila posti di lavoro, a fronte di un personale complessivo di 104mila dipendenti; lo ha comunicato a Bloomberg una fonte anonima che ha diffuso tali informazioni ancora riservate. Per il momento ad essere stati ufficializzati sono solo i tagli che riguardano la Finlandia: 1.300.
“E’ troppo presto per parlare delle dimensioni dei tagli a livello globale”, fa sapere l’azienda.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.