Nielsen: cresce fiducia consumatori Italia. I due fattori frenanti

2 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Notizie positive per la fiducia dei consumatori italiani, stando a quanto risulta dalla Global Consumer Confidence realizzata da Nielsen in 61 paesi.

Nel quarto trimestre del 2015, “l’indice di fiducia degli italiani è in sensibile crescita negli ultimi tre mesi dell’anno scorso, attestandosi a quota 61 (+4 punti rispetto al terzo trimestre), con un aumento di 16 punti nel confronto con lo stesso periodo del 2014”. A livello europeo,, “l’indice cresce di 4 punti rispetto a luglio-settembre, raggiungendo quota 81. Su scala globale, invece, c’è un calo complessivo della fiducia di 2 punti, soprattutto sotto la spinta della minaccia terroristica e del problema immigrazione”. Così commenta i numeri Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia.

“A fronte dei dati positivi emersi nella global survey si può dire che il 2015 segna per il nostro paese l’uscita dai due anni in cui l’Italia è stata il fanalino di coda dell’Europa, con un minimo storico di 39 punti a fine 2012. La strada intrapresa nel 2015 è quella di un segno positivo verso la ripresa dei consumi e la crescita dell’indice di fiducia del quarto trimestre dovrebbe ulteriormente sostenere tale dinamica anche per il 2016”. Ancora: “A livello globale  si assiste invece a un rallentamento del percorso di crescita dell’indice di fiducia, con Nordamerica e Medio Oriente-Africa in discesa di 6 punti, rispettivamente a 100 e 90, e America Latina di 3 punti (a quota 83). I recenti eventi terroristici e il tema dell’immigrazione costituiscono un nodo irrisolto che in qualche modo condiziona la visione del consumatore”.

“Si rende allora opportuno monitorare costantemente i livelli di preoccupazione generati da queste due tematiche di natura demografica e politica, nonchè l’impatto che possono avere sui comportamenti di spesa. Solo una analisi del mercato a 360 gradi, che tenga conto non solo della variabile economica, può metterci in grado di prevederne l’evoluzione che caratterizzerà i prossimi mesi”.