Natixis IM: per i mercati globali conta più la Georgia o la reflazione?

7 Gennaio 2021, di Mariangela Tessa

Per i mercati globali conta più la Georgia o la reflazione? Alla domanda risponde, Esty Dwek, Head of Global Macro Strategy, Natixis IM Solutions, che in una nota odierna scrive:

In quella che è la prima ma che non sarà di certo l’ultima sorpresa dell’anno, la Georgia è diventata democratica. I sondaggi erano in bilico e nei giorni precedenti i mercati si stavano preparando a questa possibilità, ma l’ipotesi più accreditata rimaneva comunque che i repubblicani sarebbero riusciti a mantenere il controllo di almeno uno dei due seggi del Senato in bilico.

Non crediamo di poterla definire “Blue Wave”, ma i Democratici hanno conquistato di misura la Casa Bianca, la Camera e adesso il Senato. Questo dovrebbe permettere a Biden di approvare ulteriori misure di stimolo, un pacchetto di infrastrutture (per un valore complessivo di 3,5 trilioni di dollari), così come un aumento delle tasse sulle imprese (anche se le tempistiche sono ancora incerte). Tuttavia Biden, con una maggioranza di misura e alcuni democratici conservatori al Senato, non avrà di certo carta bianca, ed è improbabile che alcuni tra i punti più progressisti del suo programma possano essere approvati.

All’inizio, la reazione del mercato è stata negativa, ma abbiamo assistito ad una ripresa relativamente rapida con il trend relativo alla reflazione nuovamente prezzato. Naturalmente, si sono mossi per primi i rendimenti del Treasury decennale, che sono balzati di oltre l’1%, raggiungendo l’1,05% stamattina, con un significativo irripidimento della curva. I futures azionari sono in rialzo in quanto la certezza sui risultati è stata sancita con rapidità, come la certificazione di Biden. I ciclici hanno sovraperformato i difensivi e il settore tecnologico è rimasta indietro sulla scia dei timori legati all’aumento delle tasse sulle società e ad un inasprimento sul terreno della regolamentazione. Il dollaro è tornato al punto di partenza di ieri, ma non è da escludere un nuovo indebolimento.

Con una maggioranza così risicata, ci saranno dei limiti al reale raggio d’azione dei Democratici, ma il lato positivo della reflazione è tornato e il sentiment degli investitori continuerà probabilmente a beneficiarne.