Natixis: Bce oltre le attese, ma non basta. Servono politiche fiscali proattive

11 Marzo 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – “La Bce ha deciso ingenti misure per spingere il tasso di inflazione, ma nelle sue previsioni questo si attesta solo all’1,6% nel 2018. Ciò riflette una politica economica nella zona euro “a una sola gamba”.

Tutto il lavoro deve essere fatto dalla banca centrale in quanto non ci sono al momento politiche fiscali proattive”. La pensa così Philippe Waechter, Chief Economist di Natixis Asset Management, secondo cui al momento la Bce sembra essere l’unica istituzione che realmente vuole cambiare la situazione.

“Sono piuttosto pessimista – ha aggiunto – in quanto il programma della Bce ridurrà la liquidità di un gran numero di asset. Sarà in parte il caso del debito sovrano di alcuni paesi e anche del mercato delle obbligazioni investment grade”.

“Il pacchetto complessivo messo in campo dalla Bce – fa gli eco Yves Maillot, Head of European equities di Natixis Asset Management – va ben oltre le aspettative e avrà un impatto positivo non solo sui mercati finanziari, ma anche sul clima di fiducia all’interno dell’Eurozona. In assenza di shock di mercato come la Brexit, le mosse della Bce dovrebbero aiutare la zona euro a ritornare sul percorso di crescita dei tassi verso l’1,6% a metà 2016.

Quanto agli effetti a medio termine, è certo che il settore bancario è un target chiaro delle decisioni della Bce. E’ quindi ovvio che i titoli bancari mostrino le migliori performance nel medio termine. Il taglio nei tassi di deposito e nei tassi di interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento non rappresenta una vera sorpresa e non dovrebbe avere grossi impatti sui mercati obbligazionari”.