Mps-UniCredit, nessun ripensamento di Orcel dopo flop negoziati Mef: ‘finestra per noi è chiusa’. Scatta l’allarme FABI

28 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Per UniCredit l’M&A non è qualcosa di fine a se stesso, ma un acceleratore”. Pochi giorni dopo il flop annunciato delle trattative con il Tesoro sul dossier Mps, l’AD di Piazza Gae Aulenti ripete quanto aveva detto già in passato. Le parole del banchiere sono un colpo al cuore per chi spera-sperava ancora in un ripensamento di UniCredit per il Monte di Stato.

Nel corso della conference call con gli analisti con cui ha commentato i risultati di bilancio del terzo trimestre e dei primi nove mesi del 2021, Orcel ha detto di essere stato chiaro sul ruolo che le operazioni di M&A possono ricoprire nella “strategia della nostra banca”.

L’M&A (mergers and acquisitions, operazioni di fusione e acquisizione) non è fine a se stesso”. Questo non significa che UniCredit sbatte a priori la porta a eventuali operazioni di questo tipo, che possono essere infatti “un acceleratore e un potenziale miglioratore del nostro risultato strategico”. Ma la condizione sine qua non è che vengano realizzate alle “giuste condizioni che accrescano il valore”.

Altrimenti, meglio lasciar stare. E qui il riferimento di Orcel a Mps è evidente.

Consapevole del fatto che sarebbe stato assediato dagli analisti sulla rottura dei negoziati con il Mef sul Monte dei Paschi, Orcel ha giocato in qualche modo d’anticipo, parlando subito della banca senese e gelando chi aveva ipotizzato nei giorni scorsi un riavvicinamento, a condizioni ovviamente diverse, tra le due banche. O meglio, tra i veri attori della trattativa, dunque il Tesoro-Mef, azionista del Monte con una partecipazione del 64%, e Piazza Gae Aulenti. Semmai, ha puntualizzato l’AD, un’eventuale operazione di acquisizione in Italia verrebbe lanciata per ‘rafforzare la nostra rete’ e ovviamente “creare valore per tutti gli azionisti”. Detto questo, è stato escluso “al momento” l’eventuale acquisizione, anche, di fabbriche prodotto.

UniCredit, Orcel: ‘Mps non farà parte del futuro della nostra strategia

Mps “non farà parte del futuro della nostra strategia”, ha chiarito l’AD, sottolineando anche che “l’M&A è importante”, ma che UniCredit è “focalizzata sulla massimizzazione dei ritorni” agli azionisti.

Insomma, ok alle combinazioni, ma “alle giuste condizioni” anche perché, nel caso in cui le condizioni non siano giuste, il valore più che crescere può venire “distrutto”. “Il mio lavoro è creare valore in qualsiasi modo, al momento vedo maggiori possibilità di farlo attraverso la crescita organica”, ha sottolineato il banchiere, ricordando che UCG vanta una “solida posizione di capitale”. Di conseguenza, l’attenzione del ceo è rivolta agli azionisti, a garantire loro ritorni interessanti, ferma restando la necessità di mantenere riserve adeguate per la banca. Ma una possibilità che il dossier Mps di riapre? In stile ogni lasciata è persa, Orcel ha ricordato che sul Monte dei Paschi aveva “manifestato in modo chiaro (al Tesoro) il desiderio di concludere un accordo velocemente, senza resistenze”. Anche perché, obiettivamente, di cose da fare, in una qualsiasi banca e non solo in UniCredit, ce ne sono. “Abbiamo diverse iniziative a cui pensare in Italia, e dobbiamo concentrarsi su di esse al 100%”, ha continuato Orcel. Di conseguenza, “la finestra ora è chiusa”, ha rimarcato il banchiere, gelando ogni speranza, inclusa quella del numero uno della Fabi, il segretario generale Lando Maria Sileoni, che aveva parlato giorni fa della possibilità che le trattative si riaprissero.

UniCredit gela riavvio trattative su Mps, FABI: chiusura Orcel ci preoccupa

Sileoni ha di conseguenza commentato le dichiarazioni dell’AD in questo modo: La chiusura “ci preoccupa perché, al momento, non ci sono alternative per rilevare il gruppo Mps, l’unica sarebbe il fondo Apollo, che è un fondo speculativo e che non avrebbe un atteggiamento morbido per quanto riguarda i dipendenti”, ha detto Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Coffee Break su La 7. “L’Unione europea concederà la proroga allo Stato italiano, per restare ancora nell’azionariato di Montepaschi, se a chiederla sarà il premier Mario Draghi. In ogni caso, per restare di proprieta’ del Tesoro servono soldi, almeno 3 miliardi di euro entro l’anno”.

Sileoni ha lanciato un chiaro avvertimento:

“Se fallisce una banca le ripercussioni pesantissime colpiscono i dipendenti e la stessa clientela oltre alle economie dei territori: più di 4 milioni di clienti, oltre 80 miliardi di prestiti a famiglie e imprese, oltre 21.000 dipendenti. Se dovesse fallire un gruppo come Mps ne risentirebbe l’intero settore bancario italiano ed europeo” . e una delle mie priorità è restituire livelli di capitale interessanti agli azionisti, mantenendo riserve adeguate. Il ceo ricorda anche quanto detto in passato, ovvero che le operazioni di M&A non sono un obiettivo fine a se stesso, ma vanno considerate come acceleratore della crescita. e dove abbiamo piena fiducia nella nostra capacita’ di esecuzione. Questo rimarrà il nostro approccio guida’.

 

 

Equita SIM presenta le sorprese arrivate con trimestrale UniCredit

 

Andrea Lisi di Equita SIM ha commentato la trimestrale di UniCredit, parlando di risultati, nel terzo trimestre del 2021, “nettamente migliori delle attese principalmente per il minore costo del rischio” e “grazie ai maggiori ricavi”. Lisi ha parlato anche del miglioramento della guidance relativa all’intero anno 2021 che, riguardo agli utili, è stata rivista al rialzo a oltre 3.7 miliardi di euro, rispetto alla stima di Equita pari a 3,3 miliardi. Lisi ha riassunto le voci principali del bilancio di UniCredit: In dettaglio:

  • NII, margine netto di interesse: 2,271 miliardi (+3% su base trimestrale, -1% su base annua) rispetto ai 2,213 miliardi attesi e i 2,211 miliardi del consensus.
  • Total Income: 4,435 miliardi (+1% su base trimestrale, +2% su base annua) rispetto ai 4,249 miliardi attesi e i 4,262 miliardi attesi dal consensus)
  • Utile operativo: 1,985 miliardi (+3% QoQ, +2% YoY) rispetto agli 1,790 miliardi attesi e gli 1,816 miliardi del consensus.
  • LLPs: -297 milioni (27 punti base) rispetto ai -633 milioni (58bps) e ai -493 milioni del consensus
  • Utile netto: 1,058 miliardi rispetto ai 766 milioni attesi e gli 825 milioni stimati dal consensus.

Lisi ha parlato di “andamento dei ricavi coerente con le nostre attese in termini di NII (+3% QoQ confermando i segnali di stabilizzazione osservati dal 2Q21) e commissioni (1,650mn, ie +12% YoY, +5% sul 3Q19 vs 1,622 miliardi attesi) mantenendo il sostenuto trend di crescita osservato nei trimestri precedenti, anche grazie al buon andamento della raccolta gestita e dei volumi medi (AUM +11% YoY, AUC +22% YoY)”.

Focus anche sulla “sorpresa positiva di c.100 milioni arrivata dalle altre voci di ricavo (trading e dividendi), mentre sul fronte dei costi, i costi operativi si sono confermati “sostanzialmente allineati alle attese a 2.450 mliardi (rispetto ai – 2,459 miliardi attesi.)”.

In ogni caso, per Equita SIM “la principale sorpresa positiva rispetto alle nostre attese si segnala sul fronte del CoR (costo del rischio), pari a 27bps rispetto ai 58 punti base attesi”.

Ancora, “il CET1 si conferma molto solido a 15,5% (stabile su base trimestrale)” e “l’asset quality è in ulteriore miglioramento rispetto al quarter precedente con un NPE Ratio sceso al 4,5% (dal 4,7%)”.

Nella nota di Lisi si fa riferimento anche al miglioramento della guidance da parte di UniCredit:

“Dopo i solidi risultati dei primi nove mesi del 2021, la società ha rivisto al rialzo la guidance sul FY21 da sopra 3 miliardi a oltre 3,7 miliardi, quindi almeno il 12% sopra la nostra stima di 3,31 miliardi (3,16 miliardi erano attesi dal consensus), principalmente per la revisione della guidance sui ricavi incrementata da un valore attorno ai 17,1 miliardi a circa 17,5 miliardi (sostanzialmente in linea con la nostra stima) e per la riduzione del costo del rischio contabile da ‘al di sotto di 50 punti base’ (rispetto alla nostra stima di 48bps) a ‘inferiore a 40 punti base’.

UniCredit: la lettera di Orcel ai dipendenti

Il numero uno di UniCredit Andrea Orcel ha scritto una lettera ai dipendenti con cui ha commentato la trimestrale diffusa nella giornata di oggi: “Abbiamo fatto passi in avanti fenomenali, ma siamo soltanto all’inizio del nostro percorso” per “realizzare la trasformazione che ci avete chiesto. I nostri piani per il futuro di questa banca sono molto ambiziosi, e portarli a termine non sarà semplice: serviranno tempo e molto impegno da parte di ciascuno di noi”.

UniCredit non è la stessa banca di sei mesi fa – si legge nella missivaUna nuova energia, un nuovo slancio, una nuova motivazione sono palpabili dall’esterno, e spero lo siano anche internamente. E’ grazie alla vostra dedizione e al vostro assiduo lavoro che portiamo avanti il cambiamento e continuiamo ad avere successo nei mercati in cui operiamo”.