Mps: sindacati sollevano dubbi e preoccupazioni su voci fusione con Unicredit

4 Novembre 2020, di Redazione Wall Street Italia

“Le indiscrezioni di stampa, ancorché non smentite, circa una complessa operazione che prevederebbe, da un lato, lo scorporo di Unicredit Europa da Unicredit Italia e la conseguente acquisizione da parte di quest’ultima di Monte dei Paschi di Siena sollevano dubbi e preoccupazioni nelle lavoratrici, nei lavoratori e nelle organizzazioni sindacali di settore”. È quanto si legge in un comunicato congiunto di Fabi, First, Fisac, Uilca E Unisin.

Le associazioni entrano più nel dettaglio e spiegano i loro dubbi. “In primo luogo, l’ipotesi di scorporare Unicredit Europa, prevedendo una quotazione in Borsa a Francoforte ed una fusione con un Gruppo bancario europeo, equivarrebbe ad un oggettivo indebolimento del sistema bancario italiano. In secondo luogo, l’acquisizione di Monte dei Paschi, stando a quanto supposto da vari organi di stampa, comporterebbe un pesante prezzo in termini occupazionali, che graverebbe soprattutto sulla attuale Direzione del Monte a Siena. Un taglio dell’occupazione che, fra le altre cose, si ipotizza quale principale condizione preliminare affinché Unicredit Italia possa poi procedere all’incorporazione di Mps”.

I segretari generali di Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin considerano “inaccettabile una simile eventualità”: sia dal punto di vista sociale, sia perché sarebbe gravemente compromesso l’obiettivo di rilancio di Mps, sia – infine – per il ruolo sbagliato e rinunciatario che svolgerebbe nella vicenda lo Stato Italiano che attualmente detiene il 68,25% del capitale dell’istituto senese e che resterebbe con un solo 5% a fronte del fatto che dovrebbe provvedere alla preventiva ricapitalizzazione di Mps.