MPS: la crisi di governo fa slittare il cda. Titolo sotto pressione
ROMA (WSI) – La crisi di governo colpisce il Monte dei Paschi di Siena con il cda che doveva decidere sull’aumento di capitale rinviato ai giorni a seguire: forse, secondo Reuters, a mercoledì e/o giovedì.
Come spiega una fonte vicina alla vicenda all’agenzia Askanews è “difficile che qualcuno metta mano al portafoglio e investa in una grande banca di un paese senza governo”.
“E la soluzione della crisi politica ha tempi comunque più lunghi di quelli concordati per chiudere l‘aumento di capitale (…) l’ intervento pubblico che sarebbe guidato da un governo dimissionario, ancora più complicato”,
La banca di Rocca Salimbeni starebbe pensando di chiedere alla Bce una revisione dei tempi inizialmente fissati alla fine del 2016, in modo tale da poter proporre l’aumento di capitale l’operazione una volta conclusa la crisi di governo. Secondo repubblica infatti l’ad Marco Morelli oggi sarà a Francoforte per discuterne con i rappresentanti della Bce.
Titolo Mps sotto pressione sulla borsa di Milano.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo