Minute Bce: spillover su domanda interna da tensioni commerciali
Le tensioni sul commercio mondiale potrebbero rallentare ulteriormente la crescita dell’Eurozona: è quanto emerge dal resoconto del monetary policy meeting della Bce, datato 12-13 settembre. Anche se un esponente dei ‘falchi’ ha oggi insistito sulla necessità di proseguire sulla rotta della normalizzazione della politica monetaria.
“Un graduale ritmo di normalizzazione della politica monetaria è giustificato”, ha detto oggi il capo della banca centrale finlandese Olli Rehn in Indonesia, “l’attuale forza dell’economia dell’area dell’euro conferma la nostra fiducia che l’inflazione convergerà verso … l’obiettivo di stabilità dei prezzi della Bce”. L’impressione tratta dalle minute della Bce, tratte dall’incontro del consiglio direttivo dello scorso settembre mostrano maggiore cautela in seno all’istituto.
“Un’osservazione è stata fatta in merito ad alcuni dei fattori alla base delle revisioni (al ribasso della crescita) i quali potrebbero non essere interamente di natura transitoria”, si legge nel resoconto, “si è anche affermato che potrebbero esserci maggiori ricadute dalla domanda estera più debole anche sulla domanda interna”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.