Ministro ceco: se non controllano i confini Italia e Grecia fuori da Schengen
Se non controllano i flussi di migranti che oltrepassano i propri confini con l’Unione Europea “Italia e Grecia in Schengen non ci stanno a far niente”: sono queste le dure parole del ministro dell’Interno della Repubblica Ceca, Milan Chovanec, che in un dibattito trasmesso dalla Ceska televize ha prospettato l’uscita dall’area di libera circolazione per i due Paesi di primo ingresso dei migranti in arrivo in Europa. E ancora: “Soprattutto la Grecia deve capire di dover purtroppo diventare, per un certo periodo, un centro di detenzione dove i migranti sappiano, ancor prima di arrivare, che saranno internati, controllati e rimandati indietro”, ha detto il ministro che annuncia come Praga sia pronta ad avviare “una dura offensiva diplomatica per indurre “in primo luogo la Grecia ad iniziare a rispettare i suoi doveri in relazione alla crisi dei profughi”.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo