Migranti, Banca Mondiale: “alimenteranno crescita Eurozona”
NEW YORK (WSI) – “La recente accelerazione del numero di persone che chiedono asilo sta creando sfide importanti sul fronte politico e delle capacità di assorbimento (di quelle persone)”. Così si legge nel rapporto pubblicato ieri dalla Banca Mondiale e intitolato “Global Economic Prospects. Spillovers amid weak growth”.
Creano “preoccupazioni persistenti” riguardanti il basso potenziale di crescita, sia l’alta disoccupazione chee l’ampio debito pubblico, ma – si legge nel report dell’istituto di Washington – possono allievare tali preoccupazioni la mobilità nel lavoro e i fenomeni migratori. Proprio l’aumento delle richieste di asilo “si stima dia sostegno alla crescita complessiva dell’Area euro nel breve termine attraverso l’aumento della spesa pubblica e dei consumi privati”.
“Nel medio termine, il flusso di migranti potrebbe anche aiutare a superare la carenza di forza lavoro disponibile a fronte di un invecchiamento della popolazione (…) l’effetto finale sulla crescita e sulle finanze pubbliche resta altamente incerto e legato alla performance dei migranti nel mercato del lavoro così come alla coerenza delle risposte sul piano politico nazionali e a livello Ue”.
Breaking news
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dal settore tecnologico di Wall Street e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. L’indice Nikkei 225 scende dell’1,89%, mentre il Topix cala dell’1,25%. Anche la Borsa di Seul registra perdite significative.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. ha riportato un incremento del 30% nelle vendite mensili, trainato dalla crescente domanda globale di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Le vendite di maggio sono state di NT$416,98 miliardi, con un aumento del 24% rispetto all’anno precedente. Gli analisti prevedono un ulteriore incremento del 35% per il secondo trimestre, mentre TSMC continua a espandere la sua influenza nel mercato globale dei semiconduttori AI.
L’inflazione al consumo in Cina è rimasta stabile all’1,2% annuo a maggio, al di sotto della stima mediana dell’1,3%. Tuttavia, l’inflazione dei prezzi alla produzione è accelerata al 3,9%, influenzata dai costi energetici e dei metalli. La crescente divergenza tra l’inflazione PPI e CPI indica le difficoltà dei produttori nel trasferire i costi elevati ai consumatori, portando a una compressione dei margini di profitto.
In programma oggi i dati sull’inflazione Usa (attesa in accelerazione) e la riunione della banca centrale del Canada (previsti tassi fermi)