Mercati, i tre fattori da monitorare per superare senza criticità la fine del 2021

18 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Il mercato del lavoro, le catene di approvvigionamento e la Cina. Sono queste i tre fattori da tener ben monitorati in questo momento dell’anno per superare senza particolari problemi la fine del 2021 sui mercati finanziari. Il quadro emerge dal report pubblicato recentemente da Planisfer Investment.

La ripresa intatta

La forza della ripresa economica in atto rimarrà intatta, alimentata da un aumento della domanda grazie alle riaperture post crisi pandemica e all’aumento delle spese in conto capitale dopo il decennio di bassi investimenti seguito alla crisi finanziaria. Il concretizzarsi dei piani fiscali come la spesa per le infrastrutture negli Stati Uniti ed il Recovery Fund Europeo possono sostenere il rilancio economico, dopo il previsto rallentamento globale degli ultimi trimestri.

I fattori da seguire

Ma non mancano elementi di preoccupazione, in particolare se ne possono evidenziare tre. In primis, il mercato del lavoro continua ad essere rigido a causa della partecipazione della forza lavoro ancora al di sotto dei livelli pre-pandemici. Poi, le catene di approvvigionamento globale rimangono tese, spingendo in alto i costi di spedizione e ostacolando la fornitura delle scorte e la produzioe. Infine, il rallentamento della Cina potrebbe prolungarsi a causa degli effetti della variante Delta e della stretta normativa sul settore privato.

Tra inflazione e deflazione

I primi due fattori sono potenzialmente inflazionistici mentre il terzo è di per sé stesso deflazionistico. Inoltre, l’aumento dei prezzi dell’energia a livello globale può alimentare il picco inflazionistico ancora per diversi mesi, prima che i problemi a livello di offerta possano essere risolti. I primi due fattori sono potenzialmente inflazionistici mentre il terzo è di per sé stesso deflazionistico. Inoltre, l’aumento dei prezzi dell’energia a livello globale può alimentare il picco inflazionistico ancora per diversi mesi, prima che i problemi a livello di offerta possano essere risolti.

La stagflazione improbabile

Per quanto riguarda i tassi, la riduzione marginale della domanda di titoli di Stato da parte delle banche centrali, combinata con i fattori inflazionistici precedentemente menzionati, porterà probabilmente ad un rialzo. I timori per uno scenario di stagflazione continueranno ad essere al centro del dibattito economico, ma per ora sembra trattarsi di uno scenario di rischio e non quello più probabile. Alla luce di tale outlook, preferiamo una posizione di duration corta e un’esposizione agli asset positivamente correlati con i tassi d’interesse. Continuiamo inoltre a privilegiare gli attivi con esposizione all’economia reale e ai real assets, oltre che posizioni sui temi ciclici, sia nelle azioni che nelle materie prime.