Mercati Emergenti, possibile inversione di tendenza nel 2016
NEW YORK (WSI) – L’azionario dei mercati Emergenti ha avuto un anno difficile nel 2015, ma nell’anno in corso ci sono buone possibilità che si assista ad un’inversione di tendenza. E’ il parere di Mathieu Nègre, Head of Global Emerging Equities di Union Bancaire Privée – UBP che in un nota odierna scrive:
“A nostro avviso, attese basse, valutazioni attraenti e fondamentali societari in miglioramento, sono una serie di fattori che insieme possono dare origine a rendimenti di lungo termine interessanti per i mercati Emergenti. I rischi tuttavia permangono e tra questi il principale è quello legato a un atterraggio brusco in Cina, poiché gli eccessi di credito sono evidenti”.
Tuttavia secondo l’esperto:
“Malgrado il crescente coro di strategist che negli ultimi mesi raccomandava di sottopesare l’azionario emergente, non possiamo fare a meno di pensare che tali suggerimenti siano un po’ in ritardo: l’asset class ha sottoperformato rispetto ai Mercati Sviluppati dal 2010. Tale sottoperformance ha ampiamente rispecchiato il calo del differenziale di crescita del PIL tra i Mercati Emergenti e quelli Avanzati. Tuttavia, quest’ultimo dovrebbe riportare un’espansione nel 2016 a favore dei Mercati Emergenti, la prima dal 2010”.
I rendimenti deludenti degli ultimi 5 anni hanno portato a significative fuoriuscite di capitale dall’azionario da questi mercati. Infatti, si stima che dal 2013 siano stati ritirati circa 100 miliardi di dollari dai fondi azionari focalizzati su questa classe di attivi. “Oggi, gran parte degli investitori sembra sottopesare considerevolmente i Mercati Emergenti. Alla luce di ciò, crediamo che le attese nei loro confronti siano basse e che quindi miglioramenti marginali (relativi) possano avere effetti rilevanti”.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play