Mercati Emergenti, possibile inversione di tendenza nel 2016

12 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – L’azionario dei mercati Emergenti ha avuto un anno difficile nel 2015, ma nell’anno in corso ci sono buone possibilità che si assista ad un’inversione di tendenza. E’ il parere di  Mathieu Nègre, Head of Global Emerging Equities di Union Bancaire Privée – UBP che in un nota odierna scrive:

“A nostro avviso, attese basse, valutazioni attraenti e fondamentali societari in miglioramento, sono una serie di fattori che insieme possono dare origine a rendimenti di lungo termine interessanti per i mercati Emergenti. I rischi tuttavia permangono e tra questi il principale è quello legato a un atterraggio brusco in Cina, poiché gli eccessi di credito sono evidenti”.

Tuttavia secondo l’esperto:

“Malgrado il crescente coro di strategist che negli ultimi mesi raccomandava di sottopesare l’azionario emergente, non possiamo fare a meno di pensare che tali suggerimenti siano un po’ in ritardo: l’asset class ha sottoperformato rispetto ai Mercati Sviluppati dal 2010. Tale sottoperformance ha ampiamente rispecchiato il calo del differenziale di crescita del PIL tra i Mercati Emergenti e quelli Avanzati. Tuttavia, quest’ultimo dovrebbe riportare un’espansione nel 2016 a favore dei Mercati Emergenti, la prima dal 2010”.

I rendimenti deludenti degli ultimi 5 anni hanno portato a significative fuoriuscite di capitale dall’azionario da questi mercati. Infatti, si stima che dal 2013 siano stati ritirati circa 100 miliardi di dollari dai fondi azionari focalizzati su questa classe di attivi. “Oggi, gran parte degli investitori sembra sottopesare considerevolmente i Mercati Emergenti. Alla luce di ciò, crediamo che le attese nei loro confronti siano basse e che quindi miglioramenti marginali (relativi) possano avere effetti rilevanti”.