Mercati emergenti, le obbligazioni più interessanti e quelle da evitare

26 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

Nell’obbligazionario societario emergente, le occasioni piu’ interessanti sono quelle composte da obbligazioni che rientrano nei segmenti BBB e BB. Al contrario, nessun significativo valore si ritrova nei titoli con rating B e A, guidati in maniera meno significativa dai fondamentali. La pensa così Dorthe Friedsgaard Nielsen, gestore del Julius Baer Multibond – EM Corporate Bond Fund di GAM, che in una nota rileva come

“ai livelli attuali lo spread e’ superiore di poco meno di 500 punti base rispetto al rendimento del Treasury a 10 anni, a fronte dei 500 punti base registrati all’apice della crisi del debito europea a settembre 2011 e ben inferiore ai 1000 punti base registrati nel periodo della bancarotta di Lehman Brothers. In termini di rating, i titoli con rating B sono quelli che sono stati maggiormente venduti e scambiano ora a 1000 punti base, 300 punti base in meno rispetto al livello massimo registrato nel pieno della crisi del debito europea. I titoli obbligazionari con rating investment grade stanno scambiando, invece, con livelli di spread piu’ ristretti di 100 punti base rispetto alla crisi dell’Eurozona. I settori meno performanti sono, com’era d’altronde prevedibile, i settori dell’oil&gas e dell’attivita’ estrattiva. Quest’ultimo sta scambiando a livelli di spread piu’ alti rispetto al periodo della crisi Lehman e della crisi dell’Eurozona”.

“Vediamo – continua la nota – ulteriore potenziale di divergenza in quel settore, visto che un certo numero di societa’ potrebbe intraprendere processi di ristrutturazione nei prossimi mesi, a meno che non si verifichi un significativo rimbalzo dei prezzi delle commodity. All’interno dei Mercati Emergenti i titoli hanno una leva inferiore rispetto agli omologhi statunitensi. La differenza appare minore a livello di obbligazioni investment grade laddove quelli dei Paesi emergenti trattano a un multiplo pari a 1,9 volte e quelli americani a 2,2 volte mentre, nel segmento dell’high yield, la leva e’ a livello di 2,5 volte per i primi e di 5,5 volte per i secondi.

In termini di premio, le obbligazioni degli Emergenti di rating investment grade trattano a 50 punti base in piu’ rispetto alle stesse obbligazioni negli Stati Uniti e la differenza sale a 200 punti base nel segmento hig yield, nonostante bilanci migliori nei Mercati Emergenti. Il differenziale piu’ interessante di spread rispetto alla leva si trova nel segmento delle obbligazioni con rating BB, posizione verso cui nutriamo maggiore fiducia rispetto al benchmark di riferimento. Nel caso in cui il prezzo del petrolio e delle altre materie prime dovesse rimanere agli attuali livelli bassi, ci aspettiamo un aumento dei tassi di default. Il volume delle operazioni di rifinanziamento, per quest’anno, dovrebbe rimanere a un livello gestibile intorno ai 100 miliardi di dollari. Tuttavia, questa cifra salira’ intorno ai 200 milioni di dollari all’anno a partire dal 2017. A partire dalla nuova emissione il mercato si e’ prosciugato durante gli ultimi sei mesi e questo potrebbe generare problemi per quelle societa’ che sono legate a prezzi sostanzialmente piu’ alti delle materie prime per generare flusso di cassa disponibile”.