Mercati e tempo di trimestrali: perchè la stagione degli utili avrà l’ultima parola

28 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Le trimestrali avranno l’ultima parola sui mercati nell’ultimo scorcio di 2021. E’ di questo parere Matteo Ramenghi, chief investment officer di UBS WM Italy, che analizza i mercati e si focalizza sui temi caldi di questo periodo, tra cui l’imminente avvio della stagione degli utili. A Wall Street l’avvio dell’earnings season avverrà nelle prossime settimana, con i bancari che apriranno come di consueto le danze. Tra le prime ad annunciare i numeri del terzo trimestre c’è JP Morgan (13 ottobre) ma anche Bank of America, Citigroup, Wells Fargo e Morgan Stanley il giorno successivo (14 ottobre).

“Come sempre, a medio termine le Borse seguono soprattutto l’andamento degli utili aziendali – spiega l’esperto -. La forte crescita economica (a livello globale prevediamo un aumento del PIL del 6,2% quest’anno e del 5,1% il prossimo) dovrebbe spingere ulteriormente la redditività delle aziende. Le trimestrali che verranno presentate nelle prossime settimane saranno probabilmente un elemento di supporto per la performance delle borse nell’ultima parte dell’anno“. In particolar modo, UBS WM Italy vede positivamente i settori più ciclici come energia e finanza e i mercati più esposti alla ripresa del commercio internazionale come il Giappone, che dovrebbe beneficiare anche del cambiamento di governo e dell’accelerazione sui vaccini.

Da un punto di vista strutturale, spiega Ramenghi, è sempre più chiaro come il tema principale sia la transizione ecologica, che è divenuta centrale nelle strategie di crescita degli Stati. “L’emergenza ambientale e gli sforzi dei governi per ridurre le emissioni di CO2 – che movimenteranno i maggiori investimenti pubblici e privati degli ultimi decenni – saranno un motore per il Pil e per le aziende, in particolare per quelle che sapranno sviluppare nuove soluzioni per ridurre l’impatto ambientale nel segmento del greentech”, aggiunge l’esperto aggiuggendo che se si cerca un profilo più difensivo, “ci sono opportunità nel settorefarmaceutico, dove un buon potenziale di recupero si accompagna a temi di crescita a lungo termine per via dell’invecchiamento della popolazione, della maggior attenzione alla salute dopo la pandemia e del maggior impiego di nuove tecnologie per monitorare la salute”.

Le recenti performance: tra questioni di volatilità e algoritmi
Matteo Ramenghi si sofferma sulle recenti performance del mercato zionario globale, con l’indice MSCI ACWI che ha corretto di circa 3 punti percentuali dai massimi di pochi giorni fa, mantenendo una performance positiva di oltre il 12% da inizio anno. Il mercato ha reagito ad alcune notizie negative: la Federal Reserve (Fed) ha confermato l’intenzione di ridurre le immissioni di liquidità quest’anno, mentre la situazione finanziaria del gruppo immobiliare
cinese Evergrande si è rapidamente deteriorata. “A mio avviso, un fattore di natura puramente tecnica ha contribuito a frenare le Borse – osserva -. Molti operatori sono guidati principalmente da algoritmi che, in modo pro-ciclico, reagiscono alla volatilità acquistando azioni quando questa scende e vendendole quando sale. Dopo un’estate caratterizzata da bassa volatilità, molti algoritmi si trovano ad avere un’elevata esposizione al mercato azionario e, quindi, pesano sul mercato ogni volta che si presenta un imprevisto”.