13:00 martedì 22 Febbraio 2022

Mercati e ansia da guerra, i precedenti mostrano correzioni di breve durata

Gli ultimi sviluppi della crisi Ucraina tengono con il fiato sospeso i mercati con petrolio che tocca nuovi picchi pluriennali e investitori che cercano protezione in safe haven quali oro e valute rifugio. Il presidente russo Vladimir Putin ieri sera ha annunciato il riconoscimento dell’indipendenza delle due repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, nel Donbass dell’Ucraina, affermando inoltre che il governo filo-occidentale del paese rappresenta una minaccia per la Russia. Gli Stati Uniti e il Regno Unito annunceranno oggi sanzioni contro la Russia in risposta all’azione militare.

Ma i venti di guerra scatenati dalle mosse di Putin andranno a cambiare radicalmente lo scenario di mercato? Un elemento utile può essere vedere cosa è successo in passato allo scoppiare di altri conflitti. Nella tabella proposta da LPL Research si possono vedere tutte le correzioni che lo S&P 500 ha registrato nel corso degli ultimi eventi di guerra. Il drawdown registrato si è attestato in media ad un -5%, con l’attacco di Pearl Harbor che ha visto la maggiore contrazione al -19,8%. I giorni medi di correzioni si sono attestati a circa 22.

“Sebbene i titoli dei giornali siano spaventosi, è ancora una forzatura pensare che le tensioni tra Russia e Ucraina finiscano per scuotere l’economia globale – rimarca Gabriel Debach, market analyst di eToro – . I titoli europei, specialmente i mercati vicini alla Russia, e i titoli energetici potrebbero essere particolarmente colpiti da questa situazione. E ci potrebbero essere alcuni altri alti e bassi nell’azionario, mentre elaboriamo una situazione che si sta sviluppando rapidamente”.

Il timore principale in questa situazione di elevata incertezza è che si sfoci un una guerra globale. Un elemento di tensione in più per investitori già alle prese con un contesto di elevata incertezza legata in primis all’inflazione e alle mosse della Fed. “Le azioni e le criptovalute potrebbero non essere in grado di fare molti progressi finché non avremo un po’ di chiarezza”, argomenta Gabriel Debach che non nega come gli eventi geopolitici possono rappresentare delle situazioni più difficili da navigare come investitore. “Spesso, l’ansia è alta, e le nostre menti (comprensibilmente) saltano allo scenario peggiore durante questi eventi sfortunati e tragici. Sono un passo indietro per la società, non c’è dubbio. Tuttavia, molti di questi eventi sono solo segnali sul radar per il mercato azionario. È abbastanza raro che gli eventi geopolitici cambino la traiettoria dei mercati e dell’economia”, conclude l’esperto.

Breaking news

29/05 · 15:54
Wall Street apre in rialzo: Dow Jones guadagna lo 0,13%

Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.

29/05 · 15:28
Germania, l’inflazione frena a sorpresa a maggio 2026

A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.

29/05 · 12:00
Fincantieri, maxi commessa da 700 milioni: VARD costruirà per Inkfish la più grande nave da ricerca della sua storia

Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde

29/05 · 11:51
Italia, inflazione in crescita a maggio 2026: le stime di Istat

L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.

Leggi tutti