17:54 mercoledì 1 Aprile 2015

MERCATI: BASSA POPOLARITA' FA RIMA CON ALTI RENDIMENTI

Matias Möttölä, Morningstar

A dispetto di quanto hanno raccontato fino ad ora i libri di finanza, le stock a più alto grado di rischio non producono un rendimento più elevato. Al contrario, gli studi più recenti dimostrano come le azioni con una bassa volatilità abbiano performance di lungo periodo migliori di quelle più volatili.

Roger Ibbotson, professore dell’Università di Yale, crede che questo risultato possa essere compreso meglio sostituendo la parola rischio con popolarità. Gli investitori dovrebbero puntare, quindi, su titoli non popolari per tentare di sovraperformare il mercato. Ibbotson ha discusso i risultati della sua analisi condotta sui mercati azionari di Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone (il periodo analizzato va dal 1996 al 2014 in occasione della MIC (Morningstar Institutional Conference) Paneuropea tenutasi ad Amsterdam.

I risultati relativi agli Usa sono stati recentemente aggiornati con i dati del 2014 (leggi: Risk and Return within the Stock Market: What Works Best?). Secondo Ibbotson, i titoli azionari a più bassa capitalizzazione di mercato hanno storicamente fatto meglio rispetto a quelli large-cap non a causa del loro maggior grado di rischio, ma della loro scarsa popolarità.

Dove nasce l’extra-rendimento

Gli investitori istituzionali preferiscono, infatti, puntare sulle grandi società poiché vogliono evitare di rimanere intrappolati in titoli scarsamente liquidi. “Come riescono, quindi, queste piccole aziende a vendere sul mercato le loro azioni? La risposta è: abbassando il prezzo. Ecco perché il rendimento che deriva da questi investimenti sale”, dice il professore di Yale.

Le azioni value si caratterizzano per price/earnings (prezzi in rapporto agli utili di bilancio) più bassi rispetto a quelle growth. Tali stock, però, hanno storicamente fatto meglio in Borsa. “Le prime non sono popolari perché non hanno storie di successo da raccontare. Non sono buone società perché spesso hanno problemi di gestione e non sono sulle prime pagine dei giornali”, argomenta Ibbotson.

La misura di popolarità utilizzata nello studio è il turnover rate e si nota come i titoli meno scambiati sul mercato (turnover rate più basso) siano quelli che rendono di più nel tempo. (mt)

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