Mercati asiatici in rosso, crescono timori di una frenata globale
I timori di un rallentamento globale manda in rosso le Borse asiatiche. Ad alimentare i dubbi sulla tenuta dell’economia, il deludente dato sulle vendite al dettaglio diffuso ieri negli Stati Uniti che ha mostrato il maggior calo dal 2009.
L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha segnato un calo dell’1,13% a 20.900,63 punti mentre il più ampio Topix ha ceduto lo 0,81% a 1.219,39 punti.
Male anche le borse cinesi, con Shanghai in calo dell’1,11% e Shenzhen dello 0,79%. Pesanti vendite anche su Hong Kong (-1,87%) e Seoul (-1,34%). Più contenuta la discesa di Taiwan (-0,24%).
Breaking news
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi energetici stia influenzando l’economia con effetti di secondo livello sempre più evidenti
Le dichiarazioni di UniCredit in merito all’offerta su azioni Commerzbank
Sui mercati la settimana prende il via con l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Ieri Teheran e Washington hanno raggiunto un accordo preliminare per riaprire lo Stretto di Hormuz, ponendo fine al conflitto scoppiato lo scorso 28 febbraio