Mediaset: titolo in profondo rosso, preoccupa pubblicità
Titolo Mediaset in profondo rosso a piazza Affari all’indomani della diffusione della trimestrale. Intorno alle 11, le azioni del Biscione perdono il 6,28% a 2,494 euro dopo uno stop in asta di volatilità poco dopo l’avvio delle contrattazioni.
Ieri il gruppo ha dato i numeri del trimestre, migliori delle stime grazie ai ricavi della pay-tv e con una raccolta pubblicitaria salita del 3,7% grazie alla World Cup. A preoccupare è però l’andamento della pubblicità nei prossimi mesi.
Secondo gli analisti di Equita, “la visibilità sull’andamento della pubblicità rimane bassa a causa delle incertezze per lo scenario macroeconomico’. La sim ha quindi ridotto la stima di raccolta pubblicitaria 2018 da +1,8% a +1,3% e sul 2019 a -2,2% a -3,4%.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.