Mediaset sotto pressione a piazza Affari, in vista armistizio con Vivendi
Mediaset sotto pressione a piazza Affari (-0,82%) in scia alle indiscrezioni del Messaggero, secondo le quali sul tavolo ci sarebbe un’ipotesi di accordo con Vivendi in base al quale i francesi scenderebbero dal 28,8% al 9,9% in Mediaset vendendo le azioni ad alcuni fondi e garantendosi due posti nel cda.
Secondo le indiscrezioni,
“Fininvest (controllante di Mediaset) acquisirebbe da Vivendi fino al 9,9% di Telecom Italia, con due posti nel cda. L’accordo prevedrebbe inoltre il passaggio di Mediaset Premium ai francesi, operazione che ha scatenato lo scontro Mediaset-Vivendi, ma con un valorizzazione nettamente inferiore (100 milioni di euro) rispetto a quella dell’accordo originario (750 milioni)”.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.