Mediaset ancora sotto pressione a Piazza Affari, ecco perché
Mediaset è in flessione del 2% a Piazza Affari (Ftse Mib -1,09%). La società ieri ha comunicato i risultati relativi al 2015 che non hanno convinto i mercati (col titolo sospeso dagli scambi) che hanno chiuso le contrattazioni con un calo del 3,33%. Pesano anche le smentite del direttore finanziario Marco Girdani che ieri ha allontanato la possibilità della cessione di Mediaset Premium a Vivendi, eventualità che in verità piacerebbe molto agli investitori. L’accordo fra Vincent Bolloré e la famiglia Berlusconi dovrebbe prevedere un scambio azionario e di governance, scrive il Sole 24 Ore.
I ricavi netti di Mediaset nel 2015 sono cresciuti a 3.534,8 milioni, quelli di Mediaset Premium, invece, sono arrivati a 558,8 milioni dai 538,4 milioni del 2014.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.