Mediaset, AD stoppa Vivendi: non siamo interessati a una quota in Telecom
Mediaset mette a tacere sul nascere le voci di un accordo a tre con Vivendi e Telecom che aprirebbe la strada alla cessione da parte della famiglia Berlusconi del controllo del gruppo media al patron francese Vincent Bolloré. In merito all’ipotesi di uno scambio azionario con Vivendi, primo socio del gruppo italiano di telecomunicazioni, ventilata nei giorni scorsi, l’AD Pier Silvio Berlusconi ha chiarito che la sua azienda non nutre nessun interesse per una quota in Telecom Italia.
“No e le rispondo proprio no”, così ha detto a chi gli chiedeva di un possibile interesse nell’entrare nel capitale di Telecom. “Il nostro mestiere è fare broadcaster e produrre contenuti”, ha aggiunto, parlando a margine di un incontro in Banca Imi per presentare agli investitori le linee guida al 2020 del gruppo. Nonostante la cura di risanamento ‘monstre’ prevista per il servizio della tv a pagamento Premium faccia pensare a qualcos’altro, Berlusconi Junior ha precisato che le attività ‘core’ di Mediaset rimangono legate alla tv generalista, ha precisato.
“Nella nostra visione della Mediaset del futuro, il core business è la tv generalista e la produzione di contenuti locali, italiani e spagnoli, che sono quelli che fanno differenza in termini di ascolto e di competizione coi grandi player. La pay-tv pensiamo possa avere ancora un ruolo importante ma con un peso diverso in questo portafoglio di business”.
“L’unico contatto che c’è stato con Vivendi”, ha spiegato l’amministratore delegato, è stato con il Ceo Arnaud De Puyfontaine: “E’ stato un incontro solo di cortesia, per educazione perché mi ha chiesto lui un incontro dopo la loro entrata”. In quella occasione, ha detto Pier Silvio Berlusconi, “lui ha parlato di un accordo a tre Tim-Vivendi-Mediaset con la grande preoccupazione di non far pensare che loro sono in controllo di Telecom”. “Però questo a parole”, ha aggiunto, spiegando che si trattava di un accordo che partiva “da una partnership azionaria” ma “a noi non interessa”.
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A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.