Macy’s nella tempesta (-14%), esuberi e chiusure per tornare a macinare utili
Macy’s resta nella tempesta. Dopo il taglio delle stime sugli utili dell’esercizio fiscale 2016 e i dati di vendite deludenti durante le festività natalizie, la catena americana di grandi magazzini ha annunciato “una serie di azioni volte a snellire i suoi negozi”. Tra queste 6.200 esuberi, la vendita di tre negozi e la chiusura di 68 punti vendita su un totale di 730. L’obiettivo e’ risparmiare circa 550 milioni di dollari a partire dal 2017. A un’ora dall’avvio delle contrattazioni di Wall Street, il titolo perde quasi il 14%.
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L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.